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La Fattoria degli Anormali

 

ALBO A FUMETTI

Il volume è realizzato in collaborazione con l'associazione Cut up (www.cut-up.net), casa editrice specializzata in comics. La sceneggiatura è di Andrea Balzola e Riccardo Pesce. L’albo di 48 tavole a due colori accentuerà il rosso, colore del sangue, della rivolta, del maiale Orwell e della veste del mutante. Il progetto insieme con un “preview dell’albo” di sedici tavole disegnate da Armando Rossi, sarà presentato a Lucca Comics 2005 ed al Museo del Fumetto di Lucca. Nell’albo-anteprima sono inseriti anche alcuni testi originali scritti appositamente per La fattoria degli anormali da artisti e studiosi internazionali tra cui il biologo Gianni Tamino, lo storico del fumetto Fabio Gadducci e l’artista mecatronico Marcel.lì Antunez Roca. La versione definitiva del comic book vedrà come disegnatore Onofrio Catacchio, matita e china di Frigidaire, Cyborg, Kaos e Nova Express e recentemente illustratore di Wu Ming 2 con La ballata del corazza, racconto open source

www.onofriocatacchio.com
www.fattoriaorwell.org


L’idea da cui nasce il progetto è la risposta a questa domanda: qual è la fattoria degli animali del presente e del prossimo futuro nella quale Orwell avrebbe ambientato oggi il suo romanzo? La risposta è: una grande azienda biotecnologica multinazionale che sperimenta e produce ogm, vegetali, animali (e perché no, umani) proprietaria di un network e di un portale web. La rivolta degli animali in questo caso è motivata e aggiornata dai più recenti e sofisticati abusi che il genere umano infligge al mondo animale. Come nel romanzo orwelliano, ma in modo completamente nuovo per contesto, linguaggio, personaggi e sviluppo narrativo, la storia è raccontata in chiave paradossale, con un humour nero surreale ma non irreale che forse sarebbe piaciuto a Breton.

La multinazionale di prodotti biogenetici produce, alleva e tiene prigionieri in una fattoria ipertecnologica animali di diverse specie sottoposti a ogni genere di sperimentazione, soprattutto riproduttiva (alcuni realmente prodotti dalla sperimentazione biogenetica, altri immaginari come un bestiario fantagenetico): si creano artificialmente animali clonati (pecore che hanno tutte la stessa identità, metafora dell’“uomo-massa”), animali transgenici (maiali con cuore umano che si innamorano soltanto delle femmine umane), specie ibride (il gattotopo, che ha problemi di schizofrenia), con caratteri più aggressivi (il pit-bush, un cane apparentemente bonario che ha però scatti incontrollati di ferocia). La multinazionale fa televendita dei suoi prodotti, affidandola a un mutante (un essere umano androgino, con geni e un arto equini), anche lui transgenico. In lui s’incarnano le contraddizioni, i paradossi e l’instabilità di una condizione ibrida, incompiuta e artefatta, in cui sensibilità emotiva e programma genetico lottano fino all’autodistruzione. Gli animali/anormali sono messi in vendita per esperimenti (tipo vivisezione), a scopo alimentare (per essere mangiati), a scopo decorativo-moda (per avere animali domestici sempre nuovi e originali, all’ultima moda), per vari servizi (animali spia, animali kamikaze).

Questi animali, che vivono ogni tipo di vessazioni fisiche ed emotive, di angosce psico-esistenziali, si organizzano e attivano una rivolta contro la multinazionale, si impossessano della fattoria tecnologica, del network TV, del portale web, facendo prigionieri anche il televenditore mutante, e una giormalista. Poi prevalgono gli animali più aggressivi, i maiali transgenici, con cuore, fegato, reni umani, e impongono la loro dittatura, guidata dal più grosso e spietato di loro: Orwell. Via via assomigliano sempre più agli uomini, si erigono su due zampe, si vestono e si comportano come uomini di potere, sfruttando crudelmente i loro ex simili, gli animali non transgenici, li vendono agli uomini o li uccidono per commerciarne la carne, o li sterminano come “pulizia etnica”. Il mutante, che è sempre stato asservito, prima dagli esseri umani e poi dalla dittatura dei maiali transgenici, scoprendo la spietatezza dei nuovi esseri ha infine uno scatto di follia e di orgoglio, si rivolta ed è ucciso in diretta televisiva. Testimone di tutto, scettico e disincantato, anarchico e irriverente, è un asino, che rappresenta l’indipendenza del pensiero, il valore della memoria e di un’identità ben radicata nelle sue radici naturali e culturali.

Il romanzo di Orwell estrapolato dalla sua più mirata specificità storica, mantiene ancor oggi una duplice attualità: l’assunzione del punto di vista degli animali con la conseguente critica alla crudeltà e al cinismo ai quali gli esseri umani li sottopongono, e una critica spietata alla strumentalizzazione ideologica delle coscienze, che tende a sfruttare legittime aspirazioni collettive di libertà e benessere piegandole ai fini del potere di singoli individui o di piccoli gruppi-lobbies.

TAVOLE DEL FUMETTO


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