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La Fattoria degli Anormali - Recensioni

 

OSSERVATORIO DI CULTURA DIGITALE

La Fattoria degli anormali, Un progetto crossmediale

 

Di Anna Maria Monteverdi
Un progetto di XLab factory

Un progetto crossmediale: La fattoria degli anormali nasce da un’idea drammaturgica di Andrea Balzola docente di Drammaturgia Ipertestuale all’Accademia di Brera ed è stato elaborato in forma di progetto crossmediale per realizzare vari formati artistici specificatamente multimediali incrociati tra loro: video con animazioni, comic book, sito web, spettacolo tecnologico. Oltre a Balzola partecipano al progetto il musicista elettronico Mauro Lupone, il videomaker Pierpaolo Magnani di Dn@, l'attrice Emanuela Villagrossi, e i disegnatori Armando Rossi e Onofrio Catacchio. La Fattoria degli anormali è una produzione XLab Factory, Cut up e Associazione Dn@, in collaborazione con La Città del Teatro di Cascina, Lega Anti Vivisezione, Lucca comics & games, Corso di Laurea in Cinema Musica e Teatro dell'Università di Pisa, Corso multimediale dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Corso di Realtà Virtuali del Dip. di Informatica e Comunicazione dell’Università di Milano.

 

LA TRAMA
La fattoria degli anormali, ispirato molto liberamente al noto romanzo di Orwell, è un apologo satirico sulla tirannia di una multinazionale di prodotti biogenetici che tiene prigionieri, in una fattoria ipertecnologica, animali transgenici frutto di folli e esilaranti incroci. La multinazionale, che possiede un proprio network televisivo e un portale web, la Genetical Animal Farm, fa televendita dei prodotti affidandola a uno strano essere umano mutante; gli animali, stanchi di vessazioni fisiche ed emotive, in preda ad angosce psico-esistenziali, si organizzano in un Cobas e capitanati dal maiale Orwell, organizzano una rivolta. Lo scenario è quello di un’ironica e anomala esasperazione dei risultati di una scienza biogenetica che crea mutazioni ambientali e antropologiche, manipolazioni genetiche di tutte le forme viventi con il relativo contorno di sfruttamenti economici, di brevetti, tutti argomenti di grande attualità che pongono seri interrogativi di natura etica. Il progetto è stato presentato nel 2004 in forma di studio teatrale con il performer Andrea Cosentino al Teatro Valle di Roma quale finalista tra 138 progetti presentati per il prestigioso Premio “Dante Cappelletti”, indetto da Tuttoteatro.com in collaborazione con l’Ente Teatrale Italiano e Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma.
Video digitale con animazioni
Soggetto, sceneggiatura originale e regia video di Andrea Balzola, regia sonora di Mauro Lupone, interprete Emanuela Villagrossi già straordinaria attrice dei Magazzini di Federico Tiezzi e di Motus. Il suo volto androgino e la sua straordinaria capacità attoriale di trasfigurarsi ha reso possibile la definizione di un personaggio (quello del televenditore mutante) né maschio né femmina, né essere umano né animale. Un trucco particolarmente sofisticato, i pantacollant e il giubbetto in ecopelle rosso che aderiva al suo corpo longilineo insieme agli stivali neri con un alto zoccolo, l’arto equino realizzato dalla scultrice Elisa Balzola in rete metallica e velluto e gli studiati movimenti del corpo e dei muscoli del volto la rendevano simile a uno scattante puledro! L’altro personaggio in carne ed ossa era la giornalista Tv aggiogata dagli animali modificati al potere, interpretata da Chiara Pistoia, danzatrice e performer toscana, per l’occasione rasata a zero e fornita di collare! Gli animali-anormali invece sono il risultato di animazioni in computer graphics da disegni a fumetti, a cui è associato un accurato morphing sonoro grazie a Mauro Lupone. Scene e animazioni in computer graphics 2D e 3D sono a cura di Andrea Brogi, riprese e postproduzione con la collaborazione di Pierpaolo Magnani, Associazione Dn@. Le elaborazioni videoartistiche sono di Andrea Croci. Tra i materiali utilizzati, filmati concessi dalla LAV.


Prevede un’interazione creativa con gli utenti ai quali viene chiesta la collaborazione per realizzare animali anormali attraverso ipotesi fantascientifiche di modificazioni del DNA, mentre un team di disegnatori realizzerà personaggi e animazioni. Una seconda interazione riguarda la possibilità di essere informati sulle sperimentazioni dell'ingegneria biogenetica. Sezione a cura del giornalista Fabio Nardini.
Spettacolo tecnoteatrale
Un performer in scena dialogherà comicamente con vari personaggi animati tra i quali alcuni di quelli realizzati dagli utenti del web; chatta e fa compravendita di animali anormali in diretta web, diventa mutante grazie alla tecnica del motion capture e delle modificazioni di morphing audio in tempo reale. Verranno usate proiezioni video e grafica 3D real time per realizzare le scenografie virtuali.

 

redazione@mymedia.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La biotecnologia e la biogenetica sono i motivi dominanti del progetto. Qual è la vostra posizione in merito alle sperimentazioni dell'ingegneria genetica?
Una delle questioni più controverse e complesse del dibattito scientifico ed etico contemporaneo riguarda proprio la ricerca biotecnologica, che come mai in passato tocca i fondamenti stessi della vita e dove non a caso s’intrecciano enormi interessi economici (delle multinazionali farmaceutiche, dei grandi centri di ricerca, delle nuove multinazionali specializzate in ogm), priorità dell’investimento tecnologico (la disponibilità e l’innovazione tecnologica costituiscono la discriminante per il raggiungimento dell’obiettivo “scientifico”) e certezza sulla possibilità che la scienza sia in grado di rimediare tutti gli “errori” o le “incompiutezze” della natura. La realizzazione dell’ambizioso progetto di mappatura genetica integrale dell’uomo (il progetto Genoma umano), a detta degli stessi scienziati (mi riferisco per esempio ai testi di Gianni Tamino e di Roberta Bartocci) non autorizza automaticamente a pensare di poter gestire secondo una moderna ars combinatoria il patrimonio genetico degli esseri viventi, manipolandolo per orientarlo alla “perfezione”. Infatti, senza evocare i fantasmi dell’eugenetica, non è difficile prendere atto, nello stesso ambiente scientifico e perfino da parte dei fautori della biogenetica, che come dice Dulbecco, «inserendo un gene estraneo in un organismo possiamo sì ottenere l'espressione di quel gene ma possiamo determinare l'alterazione dell'espressione di un grande numero di altri geni. Non sappiamo assolutamente né quali geni alterano né quando avranno questa alterazione né quando si verificheranno problemi per l'organismo». Come suggerisce Gianni Tamino, la sperimentazione biogenetica avviene ancora al buio perché non ne conosciamo la sintassi. E’ pertanto necessario garantire la libertà della ricerca scientifica, ma ancorandola a una riflessione etica collettiva ed evitando che sia guidata e gestita da interessi speculativi e commerciali, la posta in gioco è troppo alta e troppo complessa per abbandonarla alla deriva del liberismo ideologico ed economico.
Esiste un mercato per progetti crossmediali così innovativi come Fattoria?
La fattoria degli anormali
è stato pensato per diversi “luoghi” e “contesti” artistici (Festival video e teatrali; distribuzione televisiva indipendente, mostre mercato del fumetto) proprio per rivendicare un’idea di multimedialità non limitata alla ricerca artistica ma estesa anche alla produzione più popolare (video-tv, comic art, net art).


 

REGIA AUDIO
Intervista a Mauro Lupone


Su quali aspetti hai lavorato per la definizione dell'aspetto sonoro, basilare sia per la caratterizzazione dei personaggi e delle atmosfere del video?
Il mio intervento nasce e si sviluppa, fin dalla stesura originale del progetto, dalla riflessione congiunta tra sezione audio e sezione video. Non ci si riferisce per la parte audio ad una forma di intervento sonorizzante ma, in accordo con la regia video, ad una vera e propria REGIA AUDIO in cui tutti gli elementi sonori siano progettati e concepiti per fornire soluzioni e potenziamento al processo di comunicazione finale. Questo “riscatto” dalla condizione di sudditanza in cui spesso si trova la progettualità audio nella prassi comune delle realizzazione audiovisiva, non solo favorisce la formulazione di suggerimenti legati a soluzioni audio che possono offrire soluzioni alternative al montaggio finale, ma permette anche la possibilità di testare soluzioni tecniche e stilistiche audiovisivamente più ardite.
Hai usato trattamenti particolari per modificare le voci?
Le voci saranno soggette a elaborazioni in relazione alle dinamiche e ai contesti della regia audiovisiva. Morphing sonoro da applicare ai versi transgenici degli animali, processamento digitale, montaggio ed elaborazione della spazialità sono i contesti in cui sperimentare e progettare soluzioni che non siano mero tecnicismo ma un modo più potente di formulare e realizzare il contratto audiovisivo.
Quali sono i principi cardine della tua ricerca sonora elettronica su cui ti sei basato anche per Fattoria?
L’uso dell’elettronica come possibile tavolozza di intervento sulla sezione sonora, come deformazione e trasformazione della percezione in relazione alle situazioni simbolico-emotive, il costante rapporto e compenetrazione tra stato naturale e stato sintetico (il mondo transgenico di Fattoria), l’allusione e il rimando a memorie e simboli sonori, talvolta anche da intendersi come espresso richiamo a codici “omogeneizzanti” e standardizzati, sono gli ingredienti di cui disporre nel piano di azione sonoro, che mai come in questo lavoro diventa fortemente un piano di lavoro audiovisivo

 
www.fumettidicarta.it - il garage ermetico


LA F@TTORIA DEGLI ANORMALI

di
Andrea Balzola, Riccardo Pesce - testi
Onofrio Catacchio - disegni


brossura, colore, 60 pag. 13,00

Un progetto di
CUT UP
e XLAB-Digital Factory

di Orlando Furioso

 

"...è comunque poco credibile che la transgenetica possa riuscire a risolvere un problema [la fame nel mondo] causato dalla mancanza di equità nella distribuzione delle risorse."
Legambiente

"Alienazione umana e sofferenza animale vanno di pari passo"
Roberta Bartocci, biologa, collaboratrice
LAV)

"Tutte le atrocità inflitte agli animali protagonisti di questo fumetto sono reali"
(La Fattoria degli Anormali)

Quando sento certe affermazioni di personaggi che si definiscono fieramente "antianimalisti" non so se ridere o piangere. So bene che, come dice la mia amica Ombra, "fa molto cool & figo mostrarsi duri & stronzi, cinici & caustici, veri machi insomma". Chi se ne frega dei miliardi di pulcini frullati vivi ogni giorno o dei conigli dal cranio scoperchiato nei laboratori o delle altre atrocità che quotidianamente vengono perpetrate su esseri viventi in grado di guardarti negli occhi e, pensa un po', di piangere? Fanculo a quei rompicoglioni degli animali e soprattutto fanculo a quei rompicazzo di animalisti.
Ma sì ma sì: il fatto che l'insensibilità nei confronti degli animali vada di pari passo con l'insensibilità tout-court è una stronzata e ce la siamo inventata sul momento io e un paio di amici. Evviva i Nuovi Pomodori che non marciscono se non dopo settimane e settimane di stivazione!

La Fattoria degli Anormali non è un fumetto "carino". Non è neanche regalato, a dire il vero: 13 euro non sono pochissimi, nonostante il fatto che per produrre questo fumetto non sia stato abbattuto nemmeno un albero. Vale comunque la pena di investirci.

La storia si ispira al celeberrimo romanzo di George Orwell "La Fattoria degli Animali": il drammaturgo Andrea Balzola dipana la trama come se fosse una rappresentazione teatrale, come se i personaggi, umani, animali e ibridi, si rivolgessero al pubblico in sala. Un pubblico decisamente troppo silenzioso eppure presente. Non si starà mica rivolgendo a noi?!?

 

Interessanti esperimenti di linguaggio, effettua Balzola, con prose versificate e versi prosaici e il lettering si adegua diventando parte integrante del discorso.
Nonostante il tema trattato sia tutt'altro che allegro - potere e distruzione e profitto smisurato e morte non sono mai argomenti allegri - Balzola, con la collaborazione di Riccardo Pesce, inocula nel racconto dosi massicce di ironia. Caustica, pungente ironia. Drammatica ironia.

La storia, l'ho già detto, è tratta da Orwell: gli animali, questa volta orridi mutanti prodotti in serie da una multinazionale dedita all'attività di ogni multinazionale che si rispetti, si ribellano e prendono le redini del comando, in modo nient'affatto indolore. Visto che l'esercizio del potere, della sopraffazione, dello sfuttamento e della sistematica distruzione della Natura sono prerogative esclusive di Homo Sapiens, gli animali dovranno "umanizzarsi" per mantenere il dominio. Ma alcuni animali "sono più uguali degli altri" specialmente se sono geneticamente modificati con cuori umani.
Orwell è il nome del Maiale che guiderà la Rivoluzione e che la tradirà in nome di ideali prettamente
Homo Sapiens.

 

I disegni di Onofrio Catacchio sono splendidi, duri e disturbanti seppure pregni, anch'essi, di sottile ironia. Mantengono comunque una crudele sinuosità e una certa, come dire, delicatezza; hanno un fascino perverso giocato su linee decise e colori forti, rossi brillanti, cupi marroni, neri. Tavole abbacinanti e allucinate, disegni ultramoderni fregiati con tocchi di estetica fascista ad aumentarne il fascino.
Gli animali disegnati da Catacchio trasudano dolore e disperazione, paura; gli umani, invece, noia e rassegnazione. Il Presentatore del network GAF [Genetical Animal Farm], umano mutato, sangue equino, capelli a coda di cavallo, zeppe dai tacchi chilometrici, abiti attillati rosso fiammante, pesante trucco in viso, risplende di cupa bellezza androgina. Sarà anche uno dei pochi personaggi a prendere coscienza dell'orrore e a pagarne duramente l'alto prezzo.

 


La Fattoria degli Anormali non ha un finale rassicurante (come potrebbe?) ma ci suggerisce scenari che purtroppo di "ipotetico" hanno sempre meno. A meno che non impariamo a diventare più simili a... agli asini!

Introducono il volume scritti di Anna Maria Monteverdi di CUT UP e di Renzo Cozzani, assessore all'ambiente del comune di La Spezia. Concludono il volume scritti di Andrea Balzola, del prof. Gianni Tamino ("Rischi e potenzialità della biogenetica"), di Legambiente ("Ogm: quale verità?") e della biologa Roberta Bartocci, collaboratrice della Lega Antivivisezione ("Alienazione umana e sofferenza animale").
Non si pensi per favore a dei pamphlet pubblicitari di questa o quella organizzazione: si tratta di brevi saggi scorrevoli e interessanti. E duri. Non certamente teneri come la "fiorentina" succulenta che ti ammicca dal piatto.

Nota finale. La Fattoria degli Anormali è più di un fumetto: è un progetto multimediale (a cura di XLAB) comprendente grafica 3D, animazioni, suoni, rappresentazioni teatrali, sculture, inserti video. Il progetto è stato finalista al Premio Teatrale "Dante Cappelletti 2004".


Orlando Furioso [theelite@interfree.it] - Luglio 2006

 

 

arteatro_compagnie di ricerca
XLab - La Fattoria degli anormali
Roma, Premio Tuttoteatro.com

I vecchi animali si estinguono? Pazienza li sostituiremo con dei nuovi. Punto di partenza un classico, la fattoria degli animali di Orwell. E poi l’iterazione video, un sito web ed un performer eccellente come Andrea Cosentino...

 

giovedì 25 novembre 2004
Lo spettacolo, testo e regia di Andrea Balzola, è un apologo satirico sulla tirannia di una multinazionale di prodotti biogenetici che tiene prigionieri, in una fattoria ipertecnologica, animali transgenici frutto di folli e esilaranti incroci. La multinazionale, che possiede un proprio network televisivo e un portale web, fa televendita dei prodotti affidandola a uno strano essere umano; gli animali, stanchi di vessazioni fisiche ed emotive, in preda ad angosce psico-esistenziali, si organizzano in un Cobas e capitanati dal maiale Orwell, organizzano una rivolta.
Lo spettacolo prevedeva nelle sua versione-studio una scena composta da video (Doppler) fintamente “didattici” sull'uso (ma più sull'abuso) delle virtù degli animali, mentre il bravissimo “mutante” Andrea Cosentino (metà uomo e metà cavallo) attorniato da animazioni Flash e 3D e da suoni in costante trasformazione, cercava di convincere un'ipotetica platea televisiva dei benefici di una scienza che crea nuove specie per l'estetica, per l'arte della guerra e per ogni esigenza: I vecchi animali si estinguono? E chissenefrega! Si può fare di meglio.
Gli autori spiegano che nella versione definitiva verrà utilizzata anche una tecnologia di tipo motion capture e attivato un sito web, come prolungamento dell'esperienza teatrale, in cui sarà possibile essere informati su bio-sperimentazioni o “inventare” nuovi incroci creativi. A dieci anni dalla nascita del primo prodotto biotech, il pomodoro Flavr Savr, neanche l'arte è rimasta indenne: il brasiliano Eduard Kac è l'inventore della Transgenic art e del coniglio fosforescente nato da un incrocio con una medusa del Pacifico. Un’aberrante operazione in nome dell'arte e il cui motto (Essere umano non sarà più un nostro limite ma il nostro punto di partenza) sono più volte citati ironicamente nel corso del loro divertentissimo spettacolo, di cui ora attendiamo il seguito.


Balzola spiega le ragioni della messinscena: Ci siamo immaginati una fattoria popolata da animali transgenici frutto degli incroci più strani (e non è detto che non siano già stati creati e brevettati!) ma volevamo trasmettere anche il loro “punto di vista”, la loro traumatica condizione “esistenziale”. Abbiamo riproposto il potente testo di Orwell, che in qualche modo anticipa certe tematiche animaliste.” e aggiunge “Alcuni rappresentanti della LAV si sono complimentati e appoggeranno il progetto. Arrivare finalisti al Premio e poter presentare il lavoro in un luogo così prestigioso come il Teatro Valle è stata la conferma che la direzione era quella giusta; sperimenteremo per la versione definitiva de La Fattoria degli anormali, come è nostra “consuetudine artistica”, la possibilità di diversi dispositivi tecnologici interattivi sia visivi che sonori per rendere la scena stessa davvero mutante! Ora stiamo cercando la produzione”.


link correlati
www.xlabfactory.org
www.eduardkac.org
www.tuttoteatro.com

pietro gaglianò


XLab - La Fattoria degli anormali
regia Andrea Balzola
performer Andrea Cosentino
musiche Mauro Lupone
animazioni Lucia Paolini

[exibart]

 

 

 

FLASHFUMETTO

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La fattoria degli anormali

"La fattoria degli anormali" di Onofrio Catacchio

Un teleinbonitore semiequino televende animali transgenici per conto della Genetic Animal Farm, multinazionale specializzata nella manipolazione del dna, ma nel cuore umano del maiale Orwell cova la rivolta che porterà alla sollevazione delle bizzarre specie che popolano la fattoria transgenica...

"Da qualche tempo pensavo di realizzare a fumetti una versione mutante della Fattoria degli Animali. Andrea Balzola ha fatto la medesima operazione per il teatro. Coincidenze. "La fattoria degli Anormali", è una riscrittura del classico Orwelliano, che incrocia, in un ambizioso progetto crossmediale, oltre al fumetto e al teatro, anche video, animazione 3D e internet". (Onofrio Catacchio)

I ragazzi di X Lab si sono occupati degli aspetti multimediali e tecnologici. Il volume, affidato alle cure di Anna Maria Monteverdi è pubblicato da Cut Up. Legambiente e la LAV hanno sostenuto il progetto. Il tutto rigorosamente stampato su carta ecosostenibile sponsorizzata da Greenpeace nella campagna "Carta amica delle foreste".

 

Una multinazionale biotecnologia, Genetical Animal Farm, sperimenta vari incroci di animali, mettendoli poi in vendita, da un essere mutante, attraverso un network televisivo e un portale web. La rivolta degli animali geneticamente modificati sarà capeggiata dal maiale Orwell.
Ogni riferimento alla “Fattoria degli
animali” è puramente voluto, come è voluto il tema “socialmente impegnato”. Ma al di là dei messaggi etici che questo fumetto trasmette resta. fondamentalmente. una bellissima storia, supportata da splendide tavole di notevole impatto, realizzate dal bravissimo Onofrio Catacchio.


Strade perdute: è il nome della collana di cui “La fattoria degli anormali” è il primo, gustosissimo assaggio, di quello che si preannuncia un lavoro di alto livello.


Gli amanti dei fumetti, e del Pulp in particolare, non possono assolutamente perderlo.

 

Soggetto e testi:
AndreaBalzola
Sceneggiatura:
AndreaBalzola
RiccardoPesce
Disegni:
OnofrioCatacchio
Progetto editoriale:
Cut-Up/Xlab
www.cut-up.net
www.xlabfactory.org