Le voci del vulcano
(La Torre di Hoelderlin)
Anteprima Festival Metamorfosi, Città del Teatro Cascina (Pisa), luglio 2008
Teatro Sociale di Bergamo, 2008
Festival Stradivari Arte e Musica di Cremona, 2008
Testo originale e Drammaturgia di Andrea
Balzola
Scene interattive, video e animazioni di Tullio Brunone, con la
collaborazione informatica di Norberto Serana
Musica, sound design e
interazioni audio di Mauro Lupone, con la collaborazione di
Francesca Della Monica.
Regia teatrale: Massimo Verdastro e Andrea
Balzola
Protagonisti: Massimo Verdastro-Hoelderlin, Francesca Della Monica(soprano)-Diotima/Susette;
Traduzioni originali da Hoelderlin di Jorn Schnell;
Coordinamento organizzativo Annamaria Monteverdi.
Xlab – Compagnia Verdastro-Della Monica
Produzione Città del Teatro Cascina - Festival Arte e Musica di Cremona
Uno spettacolo interattivo che unisce le arti visive, la musica, la poesia, il teatro e il video per raccontare in forma poetico-simbolica gli ultimi trentasette anni di vita del grande poeta tedesco Friedrich Hoelderlin.
Anni segnati da una misteriosa follia e dalla rinuncia al mondo, trascorsi in una torre a Tubingen, in seguito alla morte della sua amata e a un traumatico ricovero in manicomio che lo emargina completamente dal mondo intellettuale, artistico e sociale dell’epoca, di cui era stato uno dei più geniali protagonisti.
Friedrich Hoelderlin (1770-1843) è stato uno dei massimi poeti dell’Occidente, le sue intuizioni hanno ispirato i maggiori filosofi a lui contemporanei (come Hegel e Schelling, che lo hanno frequentato) e moderni (come Heidegger, che ne ha fatto un modello da studiare); la sua opera letteraria (il romanzo Iperione) e drammatica (la tragedia incompiuta La morte di Empedocle) raggiunge uno dei vertici dello spirito visionario tedesco, ma con l’universalità dei grandi classici (Hoelderlin è stato anche traduttore di Sofocle); la sua vita è stata un enigma, segnata da grandi passioni, ideali (l’adesione alle speranze di rinnovamento rivoluzionario della società dell’epoca) e amorose (l’amore impossibile per Susette Gontard), da grandi delusioni professionali e artistiche (i mancati riconoscimenti accademici ed editoriali, la povertà), politiche (il fallimento degli ideali rivoluzionari) e da profonde sofferenze affettive (l’assenza del padre, la difficile relazione con la madre, la morte precoce di Susette) che sfociano nel suo progressivo isolamento e nella sua presunta follia. Gli ultimi 37 anni della sua vita Hoelderlin li trascorre vivendo “eremita” in una piccola torre, ospite di un generoso falegname di Tubingen, componendo brevi poesie firmate Scardanelli e con date impossibili.
Nota di Andrea Balzola sulla drammaturgia:
La struttura drammaturgica prevede un Prologo, uno Sviluppo che segue le fasi di una simbolica giornata (notte, mattino, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto), e un Epilogo, nel quale il poeta trova rifugio nel ciclo naturale delle stagioni e nel canto della sua amatissima Susette Gontard (per lui Diotima) che dà voce ai suoi ultimi versi (poesie brevi, apparentemente molto semplici dedicate alla natura e firmate con nomi diversi e con date impossibili).
Lo spettacolo che vogliamo dedicare al poeta non vuole essere il tentativo di raccontare teatralmente la vita di Hoelderlin e tantomeno ha la presunzione di spiegare il mistero della sua follia, la sua grandezza e la sua complessità sono infatti irriducibili a un’unica chiave di lettura e in ogni caso non può essere compito di un lavoro artistico. Quello che invece vorremmo fare è un omaggio teatrale-musicale alla sua figura di poeta, immaginando l’ultimo Hoelderlin, che vive isolato nella sua torre e che nega di chiamarsi (quindi di essere) Hoelderlin, alle prese con i “fantasmi” della sua vita (i famigliari, gli amici, le donne) e della sua immaginazione (i personaggi e i luoghi mitici delle sue opere). Al centro di tutto, Hoelderlin che dialoga con la sua amata musa Susette (come Dante con Beatrice), in una relazione d’amore che è metaforicamente e teatralmente quella tra la parola e il canto, la poesia e la musica. Mentre il poeta, nel corso dello spettacolo, si trasforma nei suoi personaggi (Iperione e Empedocle), intorno a lui, sulle pareti virtuali della sua torre, appaiono luoghi (come il vulcano Etna dove si getta il personaggio Empedocle), e personaggi (alcuni in video, o come animazioni, altri solo in voce) che appaiono e scompaiono interattivamente come sue visioni e testimoniano in modo anche contraddittorio, frammenti della vita, delle idee, dell’arte e dei sentimenti di Hoelderlin.
Nota di Mauro Lupone sulla sonorizzazione:
La natura. Uno spazio sonoro vivo
e vitale. Un paesaggio sonoro che avvolge, abitato dai rumori della natura, come
impronte emozionali, flussi di coscienza o tracce di ricordi che affiorano.
Elementi della percezione che si sovrappongono, si trasformano perdendo le loro caratteristiche di realtà
riconoscibili, trasfigurate dalla condizione psichica ed emotiva di Hoelderlin...
Una spinetta suonata ripetutamente, monotamente, ossessivamente, rifugio e mezzo
di espressione dell'io. E la voce. Quella voce. La voce-canto di Diotima/Susette,
l'unico vero referente comunicativo intimo e profondo. Colei che "placa il caos
del tempo..e coi tranquilli accordi celesti unisce quel che è diviso finché la
placida natura antica fuori del tempo dai fermenti grande, alta e serena si sollevi".
Una voce che placa, che conforta ma che è destinata a spezzarsi come un terso
prezioso cristallo.
Nota di Tullio Brunone sul progetto interattivo :
“Cuore del progetto interattivo è il software Fidelio che ho realizzato ed utilizzato nel lavoro presentato a Berlino (Play Gallery). Il software è stato progettato e configurato anche per controllare uno spazio scenico-teatrale e ricavarne una serie di dati coi quali far interagire e pilotare una serie infinita di periferiche per mezzo delle quali gestire il suono, le immagini, motori, luci, processori, Rete, etc. Nel progetto sono due i livelli di intervento previsti in riferimento allo spazio, e cioè l’Opera teatrale-musicale e l’Installazione-Performance.
Nel primo caso il software funzionerà da collaboratore invisibile in scena, accompagnando e costruendo attorno al protagonista Hoelderlin tutti quegli elementi che si riferiscono all’ambiente, allo spazio, alle visioni e al pensiero in quel momento protagonisti in scena.
Nel secondo progetto , l’Installazione-Performance, la funzione sarà quella di trasformare il pubblico in protagonista, sostituendo l’osservatore a Hoelderlin e riconducendo il luogo del pensiero del poeta ad un processo di identificazione con colui che in quel momento si trova all’interno del “luogo” (la torre di H.).”
In entrambi le situazioni il sistema si integrerà con la struttura tecnologica allestita per la produzione e la gestione dell’audio in scena e nella sonorizzazione installativa, progettata e coordinata da Mauro Lupone, che prevederà anche l’utilizzo di sistemi di spazializzazione audio multicanale dedicati.
Il Progetto si sviluppa in 3 fasi fra loro complementari:
1) un video con animazioni
2) Un’installazione interattiva con performance
3) Uno spettacolo teatrale-musicale interattivo
NOTE BIOGRAFICHE DEI COLLABORATORI
FRANCESCA DELLA MONICA
Ha studiato nella classe di Musica da Camera per Cantanti di Liliana Poli presso il Conservatorio di Firenze, diplomandosi poi in canto presso il Conservatorio di Ferrara. Laureata in Filosofia all’Università di Firenze, si è dedicata alla musica del Novecento storico e contemporaneo, privilegiando le esperienze sperimentali e d’avanguardia. Ha partecipato a numerosi concerti in Italia e all’estero, collaborando con Sylvano Bussotti, John Cage, Giancarlo Cardini, Aldo Clementi, Marco Betta, Giuseppe Chiari, Daniele Lombardi. Con la Compagnia i “Magazzini” (ora Lombardi-Tiezzi), con cui collabora dal 1988, ha curato la preparazione musicale e vocale degli attori per molti spettacoli. Nel 1999 ha creato una compagnia con l’attore-regista Massimo Verdastro, per coniugare l’esperienza musicale con quella attoriale. Ha tenuto conferenze e seminari sulla vocalità alla Scuola Paolo Grassi di Milano, presso il Teatro Metastasio di Prato e il Work Center di Pontedera. Ha inciso per l’etichetta Materiali Sonori due CD dedicati a musiche di John Cage.
MASSIMO VERDASTRO
Inizia la sua attività teatrale a Roma nel 1977, dopo aver partecipato a un laboratorio dell’Odin Teatret. Nel 1979 si stabilisce a Palermo, dove frequenta la Scuola di Teatro di Michele Perriera. Nel 1985 a Gubbio crea, con Riccardo Liberati, la Compagnia Teatro Hotel Centrale, che porta in scena testi di Tasso, Beckett, Savinio. E’ attore negli spettacoli di Luca Ronconi, Peter Stein, Federico Tiezzi, Sylvano Bussotti, Silvio Benedetto, Mauro Avogadro, Giancarlo Nanni, Gianfranco Varetto. Nel 1993 è protagonista di L’ultimo nastro di Krapp di S.Beckett, con la regia di Giancarlo Cauteruccio. Collabora con gli autori siciliani Lina Prosa e Nino Gennaro, di cui si fa promotore e interprete. Di Nino Gennaro ha portato in scena gran parte dell’opera, tra cui Terra Madre, realizzato con il contributo del Comune di Palermo. Dal 1995 collabora con la compagnia i “Magazzini” (“Lombardi-Tiezzi”). Accanto a Sandro Lombardi è stato interprete di L’apparenza inganna di Thomas Bernhard e L’Ambleto di Giovanni Testori, per quest’ultimo ha vinto il premio Ubu. Nella 1999 a Firenze fonda la Compagnia Verdastro-Della Monica e in collaborazione con Luca Scarlini e Francesca Della Monica realizza gli spettacoli De Profundis da Oscar Wilde, SuperElioGabbaret (regia di Laura Angiulli), Cantos, un omaggio a Ezra Pound, Eros e Priapo da Gadda. Premio Olimpici del Teatro 2007 come migliore attore non protagonista.
TULLIO BRUNONE
Artista, operatore visivo, fra i fondatori con Paolo Rosa e altri, negli anni ’70, del Laboratorio di Comunicazione Militante, si è occupato dei cambiamenti dei comportamenti sociali in relazione all’uso delle nuove tecnologie e delle nuove forme di comunicazione. In seguito il suo lavoro si è indirizzato verso la programmazione di ambito interattivo e virtuale, e sullo spiazzamento della sensorialità, con particolare attenzione all’aspetto poetico e creativo, approfondendo il rapporto tra il suono, le immagini, lo spazio e la Rete. Con le sue opere ha partecipato a numerose manifestazioni artistiche, tra cui la Biennale di Venezia, il Festival di Santarcangelo, il Festival Riccione TTVV, Opera totale (Venezia). Recentemente ha realizzato due installazioni interattive a Berlino e a Casablanca, con un software di sua creazione. Insegna Linguaggi multimediali all’Accademia di Belle Arti di Brera.