Recensioni
Multimedialità a teatro
"Al Civico della Spezia "I racconti del Mandala", un tecno spettacolo interattivo ideato e realizzato dalla XLabFactory, qualcosa
di diverso da una compagnia teatrale, un collettivo di artisti digitali e di teorici della multimedialità.
I temi affrontati sono quelli della ricerca interiore, della generazione, della morte, del rapporto con il tempo e con la tecnologia:
temi oramai piuttosto diffusi; tradizionali anche i personaggi, ispirati alla contemporaneità ed intrecciati da connessioni simboliche.
A fare di "I racconti del Mandala" qualcosa di tutt'altro che usuale è la messa in scena. Più che di spettacolo, infatti, si deve parlare
di tecnospettacolo interattivo o di tecno recital. Drammaturgia ed ipertesto si uniscono, i segni si espandono in un ambiente mandalico
immersivo composto da una partitura avvolgente di parole, suoni, gesti ed immagini."
Elena Voltolini, Spezialmente.it
Arriva il teatro interattivo
Un laboratorio di due giorni il 5 e il 6 dicembre dalle 15 alle 17 aperto a tutti e uno spettacolo interattivo dal titolo
"I RACCONTI DEL MANDALA" il 7 dicembre ore 21 inseriti nel calendario ufficiale della stagione del Teatro Civico della Spezia
aprono il primo dibattito cittadino sull'uso delle tecnologie nel mondo del teatro. Ne è promotrice XLABfactory, piattaforma di
creazione digitale diretta da Andrea Balzola studioso di estetica dei nuovi media, Mauro Lupone, compositore elettronico e sound
designer e Anna Maria Monteverdi studiosa di teatro digitale che hanno pionieristicamente inserito nei programmi di studi delle
Accademie e nelle Università dove collaborano da molti anni, discipline legate alla "digital performance".
Dice Andrea Balzola drammaturgo
e teorico di XLAB: "XLABfactory risponde alle sfide dell'innovazione mediatica che da decenni sta trasformando la nostra società e le pratiche
artistiche, cercando di coniugare tre momenti imprescindibili di una cultura artistica immersa nel presente, memore del passato e proiettata del
futuro: formazione, ricerca, produzione".
Anna Monteverdi, la spezzina del gruppo, che insegna "Forme dello Spettacolo multimediale" al Dams di
Imperia spiega che "XLAB è nata per promuovere una nuova idea di teatro che si avvicini al tema dell'immediatezza e dell'ipermedialità propria
dei nuovi media; un teatro sempre guidato comunque dal contenuto e non dallo strumento".
I racconti del mandala apre uno spiraglio nuovo nel dibattito contemporaneo su un uso alternativo della tecnologia capace di azione drammatica,
ben integrata con l'intero apparato spettacolare, in grado persino di reinventare nuove forme e un nuovo vocabolario narrativo.
"Il secolo XIX"
Un tecnospettacolo multimediale tra archetipi mandalici e leggende post-human
"...I racconti del Mandala propongono un utilizzo della tecnologia che non si risolve in una spettacolarità fine a se stessa,
ma che diviene parte integrante della drammaturgia.
La protesi tecnologia indossata dalla cyber-performer Fracesca Della Monica genera flussi audiovisuali e ne potenzia le già di
per sé straordinarie doti vocali, consentendole di ampliare la sua tessitura fonetica e di dar voce, "incarnarsi" in personaggi
diversi - uomo, donna, ermafrodito, narratrice, cantante – in sintonia con un testo drammaturgico incentrato su storie di trasformazioni e di metamorfosi.
L'autore dei racconti, il drammaturgo Andrea Balzola, si è ispirato alla complessa simbologia del mandala (in sanscrito mandala significa cerchio magico),
figura archetipica riscontrabile sia nella cultura orientale che in quella occidentale quale rappresentazionie simbolica dell'universo spazio-temporale
e del suo processo di creazione. Il mandala è anche associato a processi di ricerca identitaria, di immagini mentali e oniriche che guidano l'essere verso
il proprio centro, contro la dispersione e la frammentazione del sé. Nel corso della narrazione dei Racconti del Mandala suggestioni mitologiche si intrecciano
con tematiche legate alla contemporaneità, dispiegandosi in storie labirintiche che attraversano luoghi e tempi diversi e che confluiscono nelle vicende che
vedono come protagonisti il bambino-uomo Karl e la principessa nera Riza.
Karl è un bambino metropolitano, che acquisisce poteri particolari mangiando una mandorla magica e che conquista il titolo di "King of the North" dopo aver
superato tutte le prove di un cybergame proibito e pericoloso, che lo imprigiona per anni nel mondo virtuale della rete. Riza è una principessa africana
discendente da una sacerdotessa per metà donna e per metà coccodrillo, che dopo essere stata rapita da bracconieri bianchi viene venduta a una banda
criminale che gestisce il racket internazionale della prostituzione.
Dall'incontro di Karl e Riza nasce un essere ibrido con attributi in parte animali, in parte umani e in parte divini, un ermafrodito in cui tutte le
differenze coesistono in una sintesi degli opposti. Corpi. volti e paesaggi evocati dalla voce (ma sarebbe meglio dire dalle voci) narrante vengono
restituiti in immagini video che non illustrano didascalicamente le vicende ma ne forniscono un contrappunto visivo dai cromatismi intensi ed
espressionistici che contribuisce assieme alla partitura elettronica a creare una dimensione sospesa, onirica e fiabesca.
Non sempre risultano
chiare le modalità attraverso cui si innescano le interazioni sulla scena, e questo a tratti può disorientare. Ma ciò nulla toglie alle suggestioni
derivanti dall'orchestrazione complessiva dello spettacolo, che immaginificamente allude alla condizione post-umana in cui stiamo vivendo, all'incessante
processo di ri-negoziazione dei confini tra naturale e artificiale, alle trasformazioni del corpo ad opera dell'ingegneria genetica e delle protesi tecnologiche.
Sono problematiche che aprono scenari inquietanti, ma che possono generare anche nuove forme di consapevolezza e nuove occasioni di espressione creativa".
Silvana Vassallo (Università di Bologna),"My media"
Brevi note sui racconti mandalici di XLAB
"La sperimentazione de I Racconti del mandala è prevalentemente sui linguaggi: video, sonori, del corpo e soprattutto della voce.
Non è la storia l'elemento evocativo, non la trama da sciogliere, ma la partitura espressiva nel suo insieme.
L'interattività è quella della performer con la drammaturgia delle immagini sullo sfondo, anche queste più evocative che didascaliche, e della voce.
E' proprio qui che mi pare stia la forza di questa messa in scena. La voce che cambia di registro, da femminile a maschile, dal parlato al cantato....
Resta il meccanismo della citazione. Qui vedo un omaggio esplicito a Laurie Anderson, che già usava il voice coder per trasformare la sua voce al maschile, ad esempio.
E mi piace".
Laura Gemini (Università di Urbino), "L'incertezza creativa", Performance, media e forme spettacolari
Teatro sperimentale allo Spazio Calvino di Imperia
Uno spettacolo da non perdere, I racconti del mandala col soprano Francesca Della Monica: si tratta di una concertazione scenica per voce e datasuit
che sarà proposta questa sera dagli Xlabfactory.it, il caleidoscopico collettivo di artisti digitali e teorici della multimedialità, nello spazio
Italo Calvino del polo universitario imperiese di via Nizza.
Presentato dagli autori come un tecnospettacolo interattivo in cui i segni si espandono
in un ambiente mandalico immersivo composto da una avvolgente partitura di parole, suoni, gesti e immagini, I racconti del mandala utilizzerà l'esibizione
della performer Della Monica per attivare un flusso di dati audiovisivi destinato a trasformarsi seguendo la drammaturgia ipertestuale e labirintica realizzata da Balzola.
Marco Vallarino, "Il secolo XIX" e "Overground Imperia"
I Racconti del Mandala : una creazione ibrida
Il recital tecnopoetico I Racconti del Mandala, ideato da Xlabfactory, l'equipe pluridisciplinare riunita intorno ad Andrea Balzola, Mauro Lupone e Anna Maria Monteverdi, ed interpretato da una straordinaria Francesca Dalla Monica, è un viaggio multisensoriale di parole, suoni e immagini, che si conclude sulla nascita di una creatura ibrida, l'ermafrodito. Questa figura libera è emblematica dello spettacolo stesso, sospeso fra caratteri all'apparenza opposti. Innanzitutto a livello drammaturgico: il testo di Andrea Balzola intreccia un tessuto di riferimenti mitologici con situazioni attuali. Inizialmente concepiti come ipertesto, i racconti si concentrano ora intorno a due linee narrative principali : le vicende della Principessa del Sud Riza, erede di una nobile stirpe di uomini-coccodrillo, strappata nell'infanzia al suo villaggio per essere catapultata nel circuito della prostituzione, e del Re del Nord Karl, un bambino imprigionato in un gioco sulla rete ed invecchiato senza accorgersene, cui si aggiungono via via altri personaggi, come la pietra o il corvo. Variando i toni, passando dalla poesia all'ironia, Balzola tratta in maniera straniante temi universali – la morte, il desiderio di conoscenza – e cruciali per la società contemporanea – i limiti del sapere, la mercificazione degli esseri umani, la distruzione della natura, il rapporto tra reale e virtuale.
Anche la performance gioca con l'ibridazione dei generi, e oscilla continuamente fra il racconto e il canto, la cui alternanza è ordinata dalla partitura sonora di Mauro Lupone e sostenuta dall'impressionante spettro vocale di Francesca Dalla Monica. La performer, sola in scena, indossa un microfono ed una tuta equipaggiata di sensori, attraverso i quali entra interagisce e manipola in diretta gli effetti sonori e visivi. Le immagini di Theo Eshetu proiettate dietro di lei, accompagnano il ritmo della partitura ed evocano le atmosfere dei racconti, presentando intensi primi piani dei personaggi e paesaggi suggestivi. I colori saturati e l'accentuazione dei contrasti trasformano poeticamente gli oggetti reali, e la visione, come il racconto, diventa allo stesso tempo concreta ed astratta. La performer diventa una presenza magnetica che orchestra il flusso delle immagini e dei suoni, giocando con le opposizioni immobilità e movimento, gesto espressivo e gesto funzionale.
Con I Racconti del Mandale Xlabfactory interroga la presenza dell'attore, i linguaggi e il carattere sinestetico del teatro,
attraverso la messa a punto di un dispositivo tecnologico interattivo complesso che coinvolge lo spettatore sul piano razionale
ed emozionale, intellettuale e sensoriale.
Erica Magris, "Hystrio"